Luca Cordero di Montezemolo: simply the best!
Classe 1947 e una vita che si può riassumere, come direbbero gli americani, con il concetto di ‘three lifetimes in one’. Ma forse anche di più. Non basta un semplice articolo biografico per sintetizzare appieno uno dei più grandi italiani di tutti i tempi e che nel cuore degli appassionati rimarrà, sopra ogni cosa, IL Presidente della Rossa. Oggi Presidente e Fondatore di ITALO Treno e di molto altro ancora. Ecco la sua incredibile storia
Non ha certo bisogno di presentazioni. Luca Cordero di Montezemolo è uno dei volti e dei nomi più emblematici degli ultimi decenni. Nonché uno di quelli più densi di significato. E tutti lo riconduciamo istintivamente al colore rosso intenso e al Cavallino Rampante. E diremmo per ovvie ragioni. Lui a Maranello non è stato ‘semplicemente’ un Presidente. È stato IL Presidente per antonomasia della Casa modenese immediatamente dopo il Drake. Sotto la sua – lungimirante – guida, la Ferrari ha centrato i più grandi obiettivi possibili da raggiungere: ottime performance in termini di vendite (pur mantenendo la produzione limitata entro un tetto massimo di unità), grandissimo valore del Marchio (con lui la Casa del Cavallino è stata più volte ufficialmente confermata come Brand più importante al Mondo) e i fasti in F1 dell’epoca Schumacher-Brawn-Todt, arrivando così ad affermarsi definitivamente come la realtà che conosciamo oggi e contribuendo in maniera decisa a consacrarne il mito. Anche perché quando assunse questo delicatissimo incarico, la Ferrari non era esattamente quella che conosciamo oggi. Anzi: il digiuno sportivo era importante (il Mondiale Piloti mancava a Maranello dal 1979, quando a conquistarlo fu Jody Scheckter) e sul mercato… bhé, in quel momento le sportive di Maranello avevano un po’ perso loro stesse. Eppure, da questa base di partenza, Montezemolo riuscì veramente a portare la Ferrari letteralmente verso le stelle, concretizzando così in realtà il mito dell’araba fenice. Come? Con impegno, perseveranza, duro lavoro e una visione che definire lungimirante è usare un eufemismo. Ma soprattutto con qualità sul mercato e persone estremamente determinate a lato sportivo, creando così un binomio profitto/immagine tra i più vincenti della storia, non solo dell’automotive, ma del mondo aziendale in assoluto.

Dalle origini al mito
Per quanto concerne la produzione stradale l’epopea Ferrari sotto la guida di Montezemolo (che assunse la leadership dell’azienda nel 1991) iniziò nel 1994 con la F355 (culminerà poi con LaFerrari, di cui vi parliamo QUI), mentre il lato sportivo viene completamente coronato dall’epoca del Kaiser – che tutti ricordiamo – e dal titolo Mondiale di Kimi Räikkönen nel 2007 (anche se il suo percorso nella Scuderia è iniziato molto, molto prima. Ricordiamo infatti che Luca Cordero militava già tra le fila del Cavallino quando in squadra ancora c’erano Forghieri, Lauda e lo stesso Fondatore della Casa, il leggendario Enzo). Ma facciamo a questo punto un piccolo passo indietro. Corre l’anno 1947. È il 31 agosto, siamo a Bologna. Ed è quel giorno che il protagonista della nostra storia viene alla luce in questo Mondo. Membro di una famiglia nobile piemontese (i Marchesi di Montezemolo appunto: una famiglia aristocratica storicamente legata alla Casata dei Savoia) si forma, nella sua adolescenza, tra le mura del Collegio Navale Francesco Morosini di Venezia (ma si diplomerà al Liceo Classico Massimiliano Massimo di Roma), per poi conseguire – in età più matura, per la precisione nell’anno 1971 – la laurea in Giurisprudenza alla rinomata Università de La Sapienza di Roma. Dalla Capitale Montezemolo vola poi verso la Grande Mela, dove alla prestigiosissima Columbia University di New York consegue la specializzazione in Diritto Internazionale. E, come avrete capito, di diretta conseguenza il suo percorso lavorativo (prima di divenire una delle più grandi colonne portanti dell’automotive internazionale) iniziò quindi in ambito legale presso importanti Studi, tra cui – su tutti – vale la pena di citare il Bergreen & Bergreen di New York e il Chiomenti di Roma. Ma come sappiamo, il suo nome non viene comunemente associato a quello dei cosiddetti ‘principi del foro’ nell’iconografia popolare. Nonostante la sua brillante formazione, la vera passione di Luca Cordero di Montezemolo erano e sempre saranno i motori. Al punto da dilettarsi a correre in prima persona (tant’è che partecipò a delle competizioni italiane in pista con una Fiat 500 Giannini e anche a dei rally internazionali con le Fiat 124 S e 125 S. Fu addirittura chiamato da Cesare Fiorio a competere con la Lancia Ufficiale, correndo con la Fulvia 1.6 Coupé HF nel 1971 insieme a Daniele Audetto nel Rally d’Italia, nel Rally dei 999 minuti, nel Rally del Medio Adriatico e in quello dell’Isola d’Elba). Ma è nel 1973 che avviene la vera svolta sportiva: Montezemolo venne infatti chiamato in Ferrari nientemeno che come assistente di Enzo Ferrari e con il ruolo di Responsabile della Squadra Corse. Sarà l’inizio di una storia bellissima: sotto la sua guida il Cavallino Rampante centra per tre anni di fila il Titolo Costruttori (dal 1975 al 1977) e per due anni il Titolo Piloti (nel 1975 e nel 1977); questi ultimi entrambi grazie a Niki Lauda. E come tutti i grandi, se ne va da Campione. Al termine della stagione del ’77 lasciò infatti la Rossa per approdare in FIAT con il ruolo di Responsabile delle Relazioni Esterne (nonché per divenire Presidente di Sisport FIAT), dove rimarrà fino al 1981 per divenire poi A.D. della Itedi S.p.A. (holding che gestiva le attività editoriali del Gruppo piemontese, tra cui La Stampa). Nel 1983 uscì poi dal Gruppo per rientrarvi l’anno successivo ed essere, fino al 1986, A.D. di Cinzano International. Da lì sino al 1990, anno in cui assunse il ruolo di Direttore Generale del Comitato Organizzatore del Campionato Mondiale di Calcio di quell’anno, al cui termine prese la carica di Vicepresidente Esecutivo della Juventus. Dal ’90 al ’92 è anche Amministratore Delegato di RCS Video e divenendo anche parte del CdA di TF1 (la nota emittente televisiva francese).
1991-2014: un’epopea bellissima
Ma è il 1991 l’anno che lo consegna definitivamente alla storia con la S maiuscola, tornando infatti al suo grande amore. In quell’anno assume l’incarico di Presidente (lo rimarrà fino al 2014) e Amministratore Delegato (fino al 2006) della Ferrari. E tutto cambia. Assume Jean Todt con il ruolo di Direttore Generale e nel 1999 a Suzuka – dopo un digiuno durato 20 anni – con la F399 Michael Schumacher e Eddie Irvine (e anche Mika Salo, che sostituì il Kaiser per 6 gare a causa di un infortunio conseguente all’incidente di Silverstone) consegnano alla Ferrari il suo 9° Titolo Costruttori. Sarà l’inizio della leggenda. Dall’anno successivo infatti il tedesco e la Rossa monopolizzano letteralmente il Campionato di F1 per 5 indimenticabili folli Stagioni. Il Titolo Piloti va a Maranello per 5 anni di fila (dal 2000 al 2004), mentre quello Costruttori per 4 annate di seguito (dal 2001 al 2004). E con Räikkönen nel 2007 – sempre sotto la guida Montezemolo – il Titolo Piloti torna a Maranello per la 15esima volta nella sua storia. Mentre nel 2008 la Ferrari si accaparra per la 16esima volta il Mondiale Costruttori. Nel mentre, dal ’93 al 2005, Montezemolo è anche Vicepresidente onorario del Bologna Calcio e fino al giugno 2002 (per sei anni) è anche Presidente degli Industriali della Provincia di Modena, mentre fino a luglio 2004 è Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali. A maggio 2004 viene anche nominato Presidente di FIAT e di Confindustria (rimarrà al comando di quest’ultima fino al 2008), mentre tra il ’97 e 2005 rivestì anche l’incarico di Presidente e A.D. di Maserati. Nel 2013 Ferrari S.p.A. viene incorporata in Ferrari N.V., divenendo Presidente della holding. Lascerà poi i suoi incarichi a Maranello l’anno successivo. E non senza essere rimpianto dagli appassionati ancora oggi. Sempre nel 2014 diviene Presidente di Alitalia – SAI. Si dimetterà poi da questo incarico nel 2017 pur rimanendo nel CdA.

Il Presidente del cuore dei Ferraristi
Oggi? Bhé: oggi è tutt’ora Presidente e Socio Fondatore (nonché azionista) di Italo S.p.A. (la prima società privata europea nel settore dei treni ad alta velocità), nonché Presidente di Manifatture Sigaro Toscano e di Telethon, oltre che di Charme Capital Partners Sgr S.p.A., (famoso fondo internazionale di private equity), nonché membro del CdA dell’Abu Dhabi Motorsport Management. Inoltre in carriera è stato anche membro dei CdA di Unicredit, Renova Group e Kering. Tornando al motorsport, Montezemolo ha quindi archiviato la bellezza di un totale di 19 Campionati del Mondo in F1 tra Titoli Piloti e Costruttori, prima come Direttore Sportivo e poi come Presidente. Al lunghissimo elenco dei suoi incarichi si aggiunge anche la Presidenza della prestigiosissima LUISS di Roma e negli anni ’90 acquisì e rilanciò anche Acqua di Parma (poi passata nel 2003 sotto LVMH). Nel 1998 gli viene conferito il titolo di Cavaliere del Lavoro. Nel 2001 venne eletto ‘Uomo dell’Anno’ dalla rivista americana Automobile. Nel 2002 lo stesso titolo gli venne riconosciuto dal magazine britannico Autocar. Per tre anni di fila (dal 2003 al 2005) il Financial Times lo incorona tra i 50 Top Manager del Pianeta. Nel 2008 il Presidente della Repubblica Francese Nicolas Sarkozy lo insignisce del titolo di Commandeur della Légion d’Honneur e nel 2012 venne nominato Manager Europeo dell’Anno da La European Business Press. Nel 2015 invece entra nella Automotive Hall of Fame di Detroit. Diverse anche le lauree e i riconoscimenti Honoris Causa: nel 2000 l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia gli dà quella in Ingegneria Meccanica; nel 2003 la Fondazione CUOA di Vicenza gli consegna quella in Gestione Integrata d’Impresa; nel 2004 l’Università degli Studi di Genova in Ingegneria Gestionale; nel 2005 il Politecnico di Milano in Ingegneria del Design Industriale; nel 2025, l’Università degli Studi di Verona gli consegna quella in management e Strategia d’Impresa e infine ha ricevuto anche una Laurea Honoris Causa in Fisica dei Materiali dalla SISSA di Trieste. Insomma: un elenco pressoché infinito di titoli, ruoli e onorificenze, al punto da farci pensare di aver dimenticato qualcosa nella disamina da noi fatta sinora. A cui si aggiungono ovviamente anche matrimoni, figli e soddisfazioni personali private che non staremo ad esaminare in questa sede. Una cosa è certa: Luca Cordero di Montezemolo è uno dei più grandi Leader d’impresa che il Bel Paese abbia mai conosciuto, al punto che ancora oggi i grandi appassionati della Ferrari lo rimpiangono alla guida della Rossa di Maranello, non solo per le sue grandi qualità come Presidente e A.D., ma anche e soprattutto per il suo cuore e per la sua sincera e genuina passione. E l’Italia intera non può che continuare ad ammirare il suo operato e lasciarsi ispirare dalle sue gesta. E anche se nel frattempo la vita è andata avanti, con altri progetti e sfide, per gran parte dei Ferraristi, dei Tifosi e degli appassionati del Cavallino, lui è ancora IL Presidente.











































































