Leonardo M-346 P.A.N.: prossimo futuro delle Frecce Tricolori
Rappresenterà il prossimo futuro delle Frecce Tricolori. Il Leonardo M-346 P.A.N. – che ‘vestirà’ un’inedita livrea ‘griffata’ Pininfarina – traghetterà la Pattuglia Acrobatica dell’Aeronautica Militare verso un nuovo capitolo dopo oltre 40 anni di Aermacchi MB-339. Scopriamo insieme le novità e le caratteristiche di questo velivolo che già da fermo fa sognare e che si impone con la sua presenza scenica
Le Frecce Tricolori (di cui potete scoprire il nostro speciale a loro dedicato QUI e la nostra intervista al Comandante delle stesse, T. Col. Franco Paolo Marocco, QUI) hanno da pochissimo iniziato la loro 66esima stagione acrobatica. E, come da tradizione, lo hanno fatto in data 1 maggio sul cielo dell’Aeroporto di Rivolto. E come da oltre 40 anni a questa parte, ad accompagnarli negli airshow 2026 in Italia e nel Mondo sarà l’ormai mitico Aermacchi MB-339 P.A.N., che in più di 4 decadi è divenuto un vero e proprio simbolo della Pattuglia Acrobatica dell’Aeronautica Militare. Ma, come accade per ogni cosa, anche un velivolo così iconico e leggendario dovrà prima o poi cedere il passo al progresso che avanza. E nella fattispecie, quel progresso ha in questo caso già un nome, ovvero il Leonardo M-346 P.A.N., avanzatissimo addestratore dell’A.M. che coglierà appunto il testimone del leggendario ‘Macchino’ nel vestire la celeberrima livrea delle Frecce Tricolori, a sua volta rinnovata e firmata da Pininfarina. Non è una novità. E gli appassionati lo sapranno molto bene: l’aereo – ‘vestito’ dei suoi inediti cromatismi – è stato ufficialmente presentato in data 12 settembre 2024 (in occasione della cerimonia di bentornato al personale dell’A.M. dal North America Tour, che ha visto le Frecce impegnate in Nord America nello stesso anno) sulla base di Istrana (sede del 51° Stormo), presentando così per la prima volta agli occhi del grande pubblico la livrea che sviluppa il tema del ‘rinascimento del tricolore’, allo scopo di omaggiare la bellezza e la fluidità del volo delle Frecce attraverso un disegno che fosse in grado di trasmettere al pubblico una sensazione di velocità e dinamismo, pur preservando comunque il legame con la tradizione. E poiché il suo subentro in Pattuglia è previsto nei prossimi anni (indicativamente si guarda al 2028 ma una data ufficiale è ancora da confermarsi) vale la pena di approfondire questo argomento, visto anche il progressivo phase-out del 339 dalle linee dell’A.M..

La tecnica alla base dell’addestratore operativo più avanzato del Pianeta
Il velivolo che accompagnerà negli airshow, nel corso dei prossimi anni, una delle massime eccellenze italiane è a sua volta un’eccellenza assoluta della nostra industria: si tratta infatti – all’istante in cui scriviamo – dell’addestratore più avanzato e tecnologico del Pianeta (essendo concepito per l’addestramento dei piloti destinati agli aerei di Quarta e Quinta generazione). Nei suoi 11.49 metri di lunghezza, 9.72 metri di apertura alare e 4.76 metri di altezza, l’M-346 P.A.N. racchiude comandi di volo e avionica completamente digitali, un sistema di controllo del volo fly-by-wire con ridondanza quadrupla (ovvero la presenza di più elementi in grado di svolgere una determinata funzione all’interno di un sistema, allo scopo di preservare l’integrità dello stesso in caso di malfunzionamento) e un’interfaccia uomo-macchina di estrema avanguardia. La versione destinata alle Frecce Tricolori trova la sua ‘base concettuale’ nel velivolo che rappresenta la ‘spina dorsale’ della famosissima International Flight Training School (IFTS) con sede a Decimomannu (a sua volta un grande fiore all’occhiello del nostro Sistema Paese e dove vengono addestrati equipaggi provenienti da tutto il Mondo) ed è attualmente il fulcro di un sistema di addestramento articolato e basato sulle tecnologie di simulazione più innovative (e che vanno ben oltre la realtà aumentata), tra cui: -Embedded Tactical Training System (ETTS) | un sistema integrato di bordo per la simulazione dell’addestramento tattico, che consente al velivolo di offrire l’intero spettro di funzioni di addestramento simulato in volo; -Ground Based Training System (GBTS) | un segmento addestrativo di terra, composto da vari sistemi di simulazione, di volo e di missione, corsi multimediali e in aula, sistemi di pianificazione della missione e di gestione dell’addestramento; -Integrated Logistic Support (ILS) | un servizio di supporto logistico integrato, che ottimizza la gestione delle flotte e dei simulatori per consentirne la massima operatività; e -Live, Virtual, Constructive (LV) | un sistema basato sulla sintesi tra ‘reale e virtuale’, che consente di riprodurre gli scenari operativi più complessi e permette ai piloti di operare simultaneamente e in modo combinato in tre modalità: Live (volo reale), Virtual (le varie tipologie di simulatori) e Constructive (interfacciandosi con ogni tipo di forza/ minaccia generata dal computer). Nella sua versione operativa inoltre, l’M-346 dispone di display per la presentazione dati “a testa alta” (HUD – Head-up Display) e multifunzione (MFD), comandi di tipo HOTAS (Hands on Throttle And Stick) e funzionalità per la sicurezza volo come il PARS (Pilot Activated Attitude Recovery System). Inoltre l’M-346 può operare in completa autonomia grazie all’ausilio di un’APU (Auxiliary Power Unit). Ovviamente tutta questa incredibile dotazione dovrà essere semplificata e adattata per l’impiego da parte delle Frecce Tricolori (come può essere ad esempio il caso dell’auto-trim), che per la natura stessa del loro volo necessitano di ‘meno filtri elettronici’ (ricordiamo infatti che, ad oggi, la Pattuglia Acrobatica Nazionale vola completamente a vista e in maniera puramente ‘analogica’). Il velivolo è un bireattore (grande novità rispetto al passato per le Frecce, in quanto rappresenterà il primo bimotore nella storia della P.A.N., garantendo così non solo maggiori prestazioni, ma anche più sicurezza) e nella fattispecie è mosso da due turbofan Honeywell F124-GA-200 da 27,9 kN di spinta che garantiscono una velocità massima di 1.300 km/h (e fino a 2.500 km di autonomia con installati i due serbatoi esterni) e una quota operativa di 45.000 piedi (13.715 metri). La velocità massima in volo livellato è di 590 KTAS (1.090 km/h) e i fattori di carico limite sono +8/-3 g, mentre il peso al decollo è di 9.500 kg.
Dal vivo: una presenza scenica imponente
Fatte queste doverose premesse relative alla tecnica e alla ‘filosofia’ che stanno alla base della nuova macchina che equipaggerà le Frecce Tricolori nel prossimo futuro, passiamo a questo punto alle impressioni ‘a pelle’, dal momento che lo scorso settembre, in occasione del 65° Anniversario delle Frecce Tricolori, abbiamo avuto modo di conoscere dal vivo sull’Aeroporto di Rivolto l’M-346 P.A.N. con la livrea ‘griffata’ Pininfarina. Osservato di persona il velivolo ha una ‘presenza scenica’ decisamente notevole – essendo globalmente più ‘grosso’ del 339 sotto ogni aspetto (più alto, più largo, più lungo) – e si presenta davvero con imponenza (immaginatevi vederne 10 insieme in fila sulla linea di volo…), soprattutto quando osservato da dietro, con il suo impennaggio verticale alto e massiccio, molta luce da terra, le ali lunghe e sfuggenti e le due uscite di scarico. La colorazione (a cui probabilmente bisognerà abituare un po’ l’occhio essendo molto di rottura) presenta molto bianco e – come richiesto da bando di gara – si contraddistingue per marcata differenza tra parte superiore e inferiore e tra fiancata destra e fiancata sinistra (così da permettere ai piloti un’immediata identificazione a vista di come il velivolo è posizionato nello spazio), queste ultime due connotate da una pancia rossa e una verde sulle fiancate delle prese d’aria. Il caratteristico blu appare opaco e da alcune angolazioni, con certe luci, quasi tendente al nero, mentre bianco e Tricolore presentano una finitura lucida, ma probabilmente qualcosa potrebbe cambiare dalla maquette (presentata con l’identificativo del Pony 0, ossia quello del Comandante) alla versione operativa (al momento la livrea dovrebbe essere infatti frutto di un wrapping molto ben fatto).

Nulla nella vita è certo quanto il cambiamento
Per certo, come dicevamo, cambieranno alcune dotazioni: oltre ad un’avionica ‘semplificata’ sarà necessario installare i sistemi fumogeni, modificare la trasmissione dati e probabilmente installare appositi dispositivi per le riprese video e fotografiche. Ma soprattutto – e qui emerge l’aspetto più ‘delicato’ – a cambiare, insieme all’aeroplano, potrebbe in parte essere proprio il programma acrobatico. Come già successo nel caso del passaggio macchina dall’F-86 al G-91 prima e dal G-91 al 339 poi, anche l’introduzione del nuovo velivolo potrebbe comportare quel che pochissime volte è successo nella storia della P.A.N., ovvero proprio apportare modifiche a un programma che nella sua storia ha subito poche modificazioni (come nel caso dell’inserimento della ‘Scintilla Tricolore’ inserita negli ultimi anni proprio col 339). Cambiamenti che spesso sono stati legati proprio alle caratteristiche della macchina impiegata: il G-91 era molto più veloce del 339 e consentiva quindi di fare cose che il ‘Macchino’ non può; come, d’altro canto, il 339 è estremamente agile e maneggevole (come precisato dall’ex Pony 6 Mattia Bortoluzzi nella nostra intervista che trovate QUI) e pertanto riesce ad eseguire acrobazie che il G-91 non poteva realizzare (e che probabilmente neanche il 346 potrà fare), come ad esempio il ‘lomckovak’ e la ‘scampanata’ del solista: possibili solo con il 339 in quanto unico jet militare capace di metterle in scena (e che forse, ma non è ancora certo, con il 346 potrebbero andare a perdersi).
Pronti a vivere nuove emozioni
Insomma, la nuova macchina porterà con sé svariate novità: dall’introduzione di un programma acrobatico revisionato e adattato alle caratteristiche del nuovo velivolo (che ad esempio consentirà di puntare maggiormente sulle prestazioni pure rispetto al 339; un po’ come permetteva a suo tempo il G-91) alla capacità di estendere l’autonomia in fase di trasferimento grazie alla possibilità del 346 di rifornirsi in volo (cosa che il 339 invece, nella versione Alpha, non esegue. Vale la pena ricordare che il C/D – impiegato solo per l’addestramento operativo e non in Pattuglia, dato appunto che la probe non a scomparsa ostacolerebbe visibilità e manovre collettive – grazie alla sonda fissa invece può). Il tutto richiederà però anche una formazione specifica del personale di volo e tecnico/manutentivo. Ma d’altro canto la passione dei ‘nostri’ uomini è all’altezza della sfida. Lo hanno già dimostrato in passato e in svariate occasioni di essere incredibilmente flessibili, pronti e capaci. Cosa che, nemmeno per altre Pattuglie Acrobatiche estremamente rinomate e certamente altrettanto professionali, potrebbe essere così scontata. Come precisato in apertura, il Leonardo M-346 dovrebbe iniziare a vestire ufficialmente i colori della P.A.N. indicativamente intorno al 2028, anche se al momento non vi è ancora una data ufficiale. Ma una cosa certa – in mezzo a numerosi aspetti da scoprirsi – siamo già in grado di dirla: la Pattuglia Acrobatica continuerà ad affascinare e a farci sognare. E noi saremo sempre qui. Pronti ad ammirarla mentre dipingerà i cieli con i cromatismi del Tricolore più bello al Mondo: il nostro! Ad Astra Frecce Tricolori!















































































