Francesco Maria Cappellari: “L’obiettivo di Gentlemandrive.Milano? Unire i giovani appassionati di auto!”
Abbiamo avuto il piacere di un vis-à-vis con Francesco Maria Cappellari, Fondatore di Gentlemandrive.Milano, una Community che mira soprattutto a dialogare e ad unire i giovani appassionati di automobili. Con lui abbiamo parlato di questo progetto, della sua vision e degli obiettivi immediati e futuri dello stesso. Scoprite di più nell’intervista completa
Milano – Eleganza, passione per le automobili e… un target giovane (finalmente!). Abbiamo avuto il piacere di un’approfondita intervista con Francesco Maria Cappellari Fondatore di Gentlemandrive.Milano, Community prima virtuale e poi reale che mira ad unire il pubblico più giovane degli appassionati di quattro ruote. Con lui ci siamo confrontati su diversi temi: leitmotiv del progetto, vision ed essenza dello stesso. Ecco il nostro vis-à-vis.

Partiamo dal principio: vuoi parlarci un po’ di te? Qual è il tuo percorso e come ti sei appassionato al mondo dell’automotive? Cosa ti ha spinto a cercare uno spazio in cui esprimere il tuo estro in questo settore?
“Ho 25 anni e sono di Milano. Potrà sembrare banale, ma fin da bambino sono sempre stato affascinato dal rombo delle auto; amavo collezionare modellini (le mitiche Hot Wheels), testarne le sospensioni e farle gareggiare all’interno di innumerevoli diorama immaginari. Si può dire, insomma, che sia una passione innata, presente in me fin dalla più tenera età. Crescendo ho vissuto in prima persona l’evoluzione tecnologica del settore automotive, fino ad arrivare ai giorni nostri con il debutto delle prime vere vetture e infrastrutture dedicate all’elettrico. Da lì a poco, complici anche i social network come YouTube – dove passavo ore a guardare i filmati delle corse di una volta – ho iniziato a subire il fascino delle auto d’epoca (di epoche che, ahimè, non ho vissuto in prima persona). Tempi in cui la passione, l’ingegno umano, l’arte e l’eleganza guidavano la creazione di vere e proprie opere d’arte a quattro ruote. Per quanto riguarda la mia formazione, ho conseguito una laurea triennale in Scienze del Turismo, per poi ampliare il mio bagaglio di competenze con una laurea magistrale in Digital Marketing. Attualmente lavoro nel settore del Performance Marketing e mi occupo della creazione di campagne pubblicitarie su piattaforme come Google Ads e Amazon Ads. Fin da piccolo mi considero una persona estremamente curiosa e osservatrice. Alcune esperienze all’estero durante gli studi – come l’Erasmus in Spagna e un quarto anno di superiori vissuto in Centro America, in Honduras – mi hanno aiutato a scoprire una delle mie più grandi doti: l’attitudine al dialogo e la facilità nel tessere relazioni. Dai progetti universitari alle esperienze di volontariato negli scout, fino all’ultimo anno trascorso come Presidente del Rotaract, ho consolidato la mia capacità di coinvolgere le persone. Mi reputo un profilo propositivo, a cui piace organizzare attività e definire i ruoli all’interno del team di lavoro, valorizzando il talento di ciascuno per ottimizzare i tempi e raggiungere gli obiettivi prefissati. Una volta terminati gli studi, grazie anche a mio padre che ha sostenuto e assecondato questa mia “ossessione” (diventata ormai anche la sua), è arrivata la mia prima auto storica: una Robin Hood del 1984, replica su licenza della celebre Lotus 7 degli anni ’50”.
Entriamo a questo punto nel vivo della nostra intervista. Puoi parlarci un po’ di Gentleman Drive Milano? Come nasce questo progetto, a cosa punta e quali ambizioni ha?
“Gentlemandrive.Milano nasce nell’estate del 2024 proprio a Milano, inizialmente come community digitale su Instagram, TikTok e YouTube, con l’obiettivo di radunare i giovani appassionati di questo mondo. Qualche estate prima di fondare la community, stavo cercando un’idea per avviare un’attività che valorizzasse le auto storiche, permettendo di usarle per lo scopo per cui sono state create: essere guidate (non dobbiamo tenerle chiuse in garage!). È stato allora che ho scoperto una realtà di noleggio d’auto d’epoca sul Lago di Garda, con cui ho avuto l’opportunità di confrontarmi e collaborare a grandi progetti per gruppi turistici stranieri ed eventi di team building aziendali. Lì ho toccato con mano il potenziale di un team capace di regalare sorrisi ed emozioni autentiche a chiunque si interfacciasse con questo mondo, sia per la prima volta sia da appassionato di lunga data. Il progetto nasce anche dalla frequentazione dei primi raduni d’auto con cui partecipavo insieme a mio padre. Notavo spesso ragazzi della mia età con una grandissima passione per il settore che però, magari per timidezza o mancanza di occasioni, non facevano gruppo e restavano isolati nella propria bolla. Il mio obiettivo è quindi creare un punto di ritrovo post-lavoro (magari per una birra e due chiacchiere in leggerezza) o per il weekend, senza troppi vincoli, dove riunire ragazzi e ragazze che hanno voglia di guidare i propri mezzi in compagnia. Si sa che quello delle auto d’epoca non è un mondo “facile”: il proprietario medio è tendenzialmente una persona più matura che ha sognato quel modello da giovane e che solo dopo molti sacrifici è riuscita a metterlo in garage. Anche per questo, io e gli altri ragazzi della community ci riteniamo davvero fortunati ad avere questa opportunità. La mia ambizione è che questa community possa trasformarsi un domani in una vera e propria azienda, supportata da un team solido e con ruoli ben definiti, capace di raggiungere un numero sempre maggiore di giovani appassionati. Sfruttando le mie competenze di marketing, l’obiettivo a lungo termine è strutturare esperienze su più giorni e proporre veri e propri road trip”.
La Liberty Road Car Night Meet di Varese, andata in scena a maggio e a cui abbiamo partecipato anche noi, è stata un successo. Pensate di replicarla nei prossimi anni? E se sì vorreste introdurre delle novità? Nel caso quali?
“Il Liberty Road Car Night Meet è nato quest’anno proprio con l’obiettivo di farci conoscere e di creare un appuntamento memorabile, all’altezza del nome Gentlemandrive.Milano. La nostra intenzione è assolutamente quella di replicarlo. Ci piacerebbe sfruttare ancora di più la bella stagione, magari organizzando un pool party con le auto in esposizione a bordo vasca e, perché no, preceduto da un bel giro dinamico alla scoperta del territorio prima di raggiungere l’hotel”.
A che eventi state lavorando adesso? Quali sono i primi appuntamenti (o progetti in cantiere) di cui ci puoi parlare e da segnarsi in calendario?
“Il prossimo evento in cantiere, che vorrei realizzare tra fine settembre e inizio ottobre, punta a coinvolgere un pubblico sempre più ampio e giovane. L’idea è quella di organizzare un giro dinamico in notturna tra le vie di Milano, che si concluderà in una location rinomata per festeggiare tutti insieme con un bell’aperitivo e tanta buona musica”.
Pensate di specializzarvi verso una precisa area d’Italia o vorreste espandere il vostro respiro un po’ in giro per il Paese? Nel caso quali sono gli scenari che ti affascinano di più?
“Attualmente preferisco concentrare tutte le energie sul territorio lombardo, nello specifico su tutta l’area dell’interland milanese”.
State valutando anche di proporre qualche evento itinerante e/o magari su più giorni? Nel caso quali percorsi state attualmente vagliando?
“Assolutamente sì. In futuro, in concomitanza con la bella stagione, l’idea è quella di organizzare dei veri e propri car trip verso località di mare o di montagna. Un obiettivo futuro a cui tengo particolarmente è quello di provare a portare il gruppo alla scoperta dell’entroterra ligure, passando per le rinomate e celebri località liguri e vivendo in prima persona alcune delle località balneari più affascinanti (con annesso bagno al mare, ovviamente!)”.
Siete più inclini alle auto sportive o a quelle storiche? O vedete possibile la convivenza tra questi due mondi simili, ma al contempo anche diversi?
“Il gruppo nasce originariamente per radunare auto storiche con almeno 40 anni di vita. Tuttavia, stiamo notando che i giovani che si avvicinano a questo ambiente – sia per ragioni economiche sia di affidabilità meccanica – preferiscono auto più recenti, appartenenti alla categoria delle youngtimer (vetture con circa 20 anni di storia). Ad oggi ai nostri eventi accettiamo qualsiasi tipo di auto. Non nego, però, che in futuro mi piacerebbe differenziare l’offerta proponendo raduni, giri e attività creati ad hoc, verticalizzando il focus in base alla categoria delle vetture iscritte, separando quindi le youngtimer dalle auto d’epoca classiche”.
Per quanto concerne invece le auto storiche come vedete la valorizzazione di un patrimonio storico/culturale come quello dell’automobile classica mediante i vostri eventi?
“Un aspetto che valorizzo molto e che mi affascina profondamente è la riscoperta dei piccoli borghi e dei paesi meno noti. Ho sempre amato il modo in cui le gare di regolarità riescono a esaltare il territorio, ad esempio attraverso prove fotografiche incentrate su elementi caratteristici del paesaggio che si attraversa. Di conseguenza, considero fondamentale l’opportunità di ridare vita a questi luoghi, permettendo a tutti i partecipanti di riscoprire le bellezze che il nostro territorio ha da offrire, coniugando la passione per i motori con la ricerca di location uniche”.
Come si compone al momento la vostra struttura? Avete dei partner che vi supportano e che stanno aiutando a valorizzare questo bel progetto?
“Al momento, se non fosse per l’aiuto e il supporto dei nuovi amici che si sono uniti a noi e dei miei storici colleghi di università, la realizzazione di eventi complessi come quello al Grand Hotel Palace sarebbe stata pressoché impossibile. Ognuno di loro porta un valore aggiunto fondamentale e ha la massima libertà di esprimere il proprio potenziale, dividendosi tra fotografi, DJ e staff dedicato all’accoglienza e al coordinamento. Attualmente non abbiamo ancora dei partner commerciali fissi a supportarci. Colgo quindi l’occasione per invitare chiunque stia leggendo questo articolo e fosse interessato a collaborare con noi a scriverci all’indirizzo e-mail: gentlemandrivemilano@gmail.com. Mi piacerebbe molto coinvolgere brand di rilievo, inclusi marchi di bevande analcoliche o con linee “alcol 0%”, per promuovere un messaggio di forte responsabilità alla guida”.
Cosa si prova dopo aver organizzato un bell’evento come quello di Varese? Quali sono le sfide maggiori in fase di organizzazione e quali invece le soddisfazioni più grandi nel realizzarlo o al termine dello stesso?
“Sono tornato a casa con un sorriso a 32 denti! L’idea di aver radunato oltre 100 partecipanti e 50 vetture fin dal primo evento – vedendo sfilare marchi iconici come Ferrari, Porsche e Jaguar – è stata incredibile. Ricevere i complimenti dal proprietario della struttura, dal personale dell’hotel e dagli ospiti mi ha riempito d’orgoglio. Ci tengo a ringraziare ancora una volta tutto il mio staff e il team dell’hotel per lo straordinario supporto nella gestione. La sfida più grande è stata sicuramente il coordinamento logistico con la struttura per la gestione del numero dei partecipanti e delle diverse richieste degli sponsor. Soprattutto nella fase embrionale, è stato fondamentale fare molto brainstorming per definire il target, il materiale promozionale, la data e le modalità dell’evento. La posta in gioco era alta e avevo promesso all’hotel di garantire un numero minimo di partecipanti, ma fortunatamente tutto è andato per il meglio”.
Chiudiamo in leggerezza con una piccola curiosità su di te: quali sono le tue auto preferite? Se potessi comporre un garage dei sogni cosa sceglieresti e perché?
“Le mie auto preferite si dividono tra il mondo americano e quello inglese. Due filosofie apparentemente opposte: da un lato la potenza pura e indomabile dei magnifici motori V8 americani, dall’altro la filosofia del “less is more” di storici brand britannici come Lotus. A tutto questo, ovviamente, affianco l’immenso patrimonio italiano, con marchi che hanno scritto e continuano a scrivere la storia dell’automobilismo, come Ferrari, Lamborghini e Dallara. Nel mio garage dei sogni vorrei svariate vetture, ognuna capace di soddisfare i diversi “capricci” di noi appassionati. Un’auto che però non dovrebbe assolutamente mancare è la Cheetah di William ‘Bill’ P. Thomas. È uno dei veicoli più estremi di tutti i tempi, sia per le sei forme rivoluzionarie (parliamo degli anni ’60) sia per i circa 500 CV da dover gestire su un corpo vettura ridottissimo; un’auto incredibile che osò sfidare il mito di Carroll Shelby”.




































