Andrea Kimi Antonelli. Il tempo di un sogno.
Dai primi giri in kart al titolo mondiale di Formula 1: la storia del ragazzo che ha riportato l’Italia sul tetto del mondo, settantatré anni dopo Alberto Ascari
Ci sono imprese destinate a rimanere scolpite nella storia, capaci di attraversare intere generazioni rimanendo legate ai nomi di coloro che le hanno rese immortali. Si dice che il tempo renda le cose più preziose, ma per la storia che stiamo per raccontarvi, di anni ne sono trascorsi settantatré. Era il 1953 quando Alberto Ascari conquistò il suo secondo titolo mondiale, consegnando all’Italia un’eredità sportiva che, con il passare del tempo, sarebbe diventata un ricordo dai contorni sempre più sbiaditi. In molti hanno riprovato a raccoglierla, senza riuscire a riportare il Tricolore italiano sul tetto del mondo della Formula 1.
Ci sono piloti che inseguono la velocità, ossessionati dal desiderio di dominarla. E poi ci sono quelli che sembrano avere con essa un rapporto naturale. Andrea Kimi Antonelli appartiene a questa seconda categoria. Con una maturità sorprendente, ha costruito il proprio successo partendo dai kart e approdando alla Classe Regina, senza perdere quell’umiltà che lo ha contraddistinto fin dagli inizi. Un talento cresciuto con la consapevolezza che nulla sarebbe stato garantito, senza però dimenticare l’importanza di vivere la propria età. Ogni traguardo andava conquistato e pochi giorni fa, quel ragazzo, ha restituito all’Italia un sogno: Signore e Signori, Andrea Kimi Antonelli è Campione del Mondo di Formula 1.
Un bambino, un kart, un destino
Facciamo un salto indietro nel tempo. È il 2006, e l’Italia ha appena conquistato il suo quarto titolo mondiale di calcio, nella notte di Berlino. Poche settimane dopo, a Bologna, nasce Andrea Kimi Antonelli. Per lui, il mondo delle corse non è totalmente sconosciuto. Suo padre Marco, ex pilota e fondatore del Team AKM Motorsport rappresenta il legame più diretto con il mondo delle quattro ruote. I circuiti fanno parte della sua quotidianità, il rombo dei motori una presenza familiare fin dall’infanzia. La prima volta che Kimi sale su un kart ha solo un anno, e a cinque anni inizia a muovere i primi passi alla guida. Ma riconoscere un diamante grezzo non basta: bisogna avere la capacità e il coraggio di lavorarlo affinché possa rivelare tutta la sua brillantezza. Fin da subito Kimi comincia a farsi strada tra i suoi piccoli rivali conquistando podi e vittorie, ma è soprattutto il suo modo di guidare ad attirare l’attenzione degli osservatori del motorsport. Tra questi c’è Toto Wolff, Team Principal del Team di Formula 1 Mercedes-AMG Petronas, che affida a Gwen Lagrue, responsabile del programma giovani, il compito di seguirne da vicino la crescita. Nel 2019, a soli dodici anni, arriva una telefonata destinata a cambiare il suo futuro. Kimi è in macchina con suo padre Marco quando squilla il telefono, dall’altra parte c’è Toto Wolff: Mercedes vuole puntare su di lui ammettendolo al proprio programma giovani.

Destino manifesto
Da quel momento i risultati non fanno che alimentare le aspettative. Antonelli continua ad accumulare successi in Italia e in Europa. Nel 2021 debutta sulle monoposto nella Formula 4 Italiana, conquistando 3 podi. Il 2022 è l’anno della consacrazione nelle categorie giovanili: vince i Campionati italiano e tedesco di Formula 4, ottenendo ventidue vittorie in trentacinque gare. Non pago dei successi ottenuti, nel 2023 è impegnato nella Formula Regional, prima in Medio Oriente e poi in Europa, dove ottiene il titolo con due gare d’anticipo. A questo punto il suo percorso si trova a un bivio decisivo: seguire le tappe tradizionali oppure accelerare, accettando i rischi di un salto particolarmente impegnativo. Mercedes sceglie la seconda strada, Antonelli salterà la Formula 3 per approdare direttamente in Formula 2. Nel 2024, a diciassette anni, si confronta con una categoria più competitiva e avversari più esperti. La stagione non è una passeggiata, ma arrivano due vittorie a Silverstone e Budapest. Pur non vincendo il titolo, riesce a dimostrare di essere competitivo anche in una categoria decisamente più impegnativa. Per Mercedes quei risultati, uniti al percorso compiuto negli anni precedenti, sono sufficienti per compiere un’altra scelta coraggiosa. È pronto ad affrontare la sfida più grande.
Il peso di un’eredità
L’arrivo di Kimi Antonelli in Formula 1 coincide con uno dei più grandi cambiamenti degli ultimi anni nel Circus. La firma di Lewis Hamilton con la Scuderia Ferrari sancisce la fine di una delle collaborazioni più vincenti della Formula 1. Toto Wolff non deve soltanto scegliere un sostituto, ma decidere se puntare su un pilota affermato del Circus oppure scommettere su un talento ancora tutto da dimostrare, un “Rookie” come vengono chiamati gli esordienti nel gergo del motorsport. Il debutto di Antonelli in una sessione ufficiale di prove libere avviene durante il Gran Premio di Monza, nel Tempio della Velocità, davanti a tribune gremite di spettatori che forse non conoscono ancora quel ragazzo bolognese. La pressione è altissima e dopo pochi minuti perde il controllo della monoposto alla Parabolica, finendo violentemente contro le barriere. Per un ragazzo di 18 anni, sbagliare davanti al pubblico di casa e agli occhi di chi ha deciso di scommettere sul suo futuro non è semplice, ma quell’incidente non cancella il percorso compiuto fino a quel momento. Toto Wolff lo tranquillizza con una comunicazione via radio che conferma la fiducia: “Kimi all good, all good Kimi”. Il giorno successivo arriva l’ufficialità dell’ingaggio in Mercedes per la stagione 2025.

Una serie di prime volte.
L’attesa per l’esordio cresce, il Campionato è alle porte e anche tra i tifosi della Rossa comincia a farsi strada una certa simpatia per quel giovane italiano al volante di una Mercedes. I primi risultati incoraggianti non tardano ad arrivare. Al debutto in Australia, Antonelli rimonta dal sedicesimo al quarto posto, e nel Gran Premio del Giappone diventa il più giovane pilota della storia a guidare un Gran Premio di Formula 1. A Miami conquista la pole position nelle qualifiche per la gara sprint, mentre in Canada conquista finalmente il suo primo podio. Un terzo posto che riporta un italiano tra i primi tre classificati per la prima volta dal 2009, quando l’ultimo a riuscirci era stato Jarno Trulli nel Gran Premio del Giappone. Ad una prima fase incoraggiante seguono però le difficoltà, con due ritiri consecutivi in Austria e Gran Bretagna, risultati deludenti e critiche sempre più insistenti. Come racconterà successivamente, sarà proprio la necessità di ritrovare fiducia nelle proprie capacità e di concentrarsi maggiormente su ciò che poteva controllare, piuttosto che sulle aspettative degli altri, a permettergli di affrontare con maggiore consapevolezza le difficoltà e di tornare progressivamente competitivo. I risultati cominciano a dargli ragione: in Messico precede il compagno di squadra, ma il miglior piazzamento arriva in Brasile, dove chiude secondo ottenendo il suo secondo podio in carriera. Dopo il terzo podio, conquistato a Las Vegas, conclude il suo primo anno di Formula 1 al settimo posto in classifica, con tre podi e 150 punti totali.
Il 2026 e la consacrazione
La stagione 2025 si chiude con la necessità di dimostrare qualcosa di diverso, tra tante aspettative e una pressione sempre crescente. Ai test pre-stagionali la Mercedes si presenta come la squadra da battere anche se il favorito sembra essere il suo compagno di squadra George Russell. Ma Antonelli dimostra sin da subito una crescita in maturità e consapevolezza. Il 15 marzo 2026, a Shanghai, arriva la prima vittoria in Formula 1 di Andrea Kimi Antonelli. Il giorno precedente aveva conquistato la sua prima pole position, diventando il più giovane pilota a riuscirci nella storia del Circus. A 19 anni, Kimi riporta un italiano sul gradino più alto del podio, vent’anni dopo l’ultima vittoria di Giancarlo Fisichella, datata 19 marzo 2006. Una vittoria può essere una sorpresa, due possono rappresentare una conferma. Ma quando i successi cominciano a susseguirsi, la sorpresa lascia spazio a una nuova consapevolezza: Antonelli non è più soltanto un talento sul quale Mercedes ha deciso di scommettere, ma un pilota capace di competere per il titolo mondiale. Ma un Mondiale non si vince solo nelle domeniche in cui tutto funziona. Arrivano anche i fine settimana difficili, quelli in cui il vantaggio può assottigliarsi e ogni errore rischia di pesare sulla classifica.
Due anni in Formula 1 possono cambiare tutto, trasformando un errore in un ricordo lontano. A Monza, due anni dopo quell’infausto esordio del 2024, Antonelli torna da protagonista. La Parabolica è ancora lì, le tribune sono le stesse, la pressione è molto alta. A causa di una penalità Kimi parte dal diciannovesimo posto, la gara è tutta in salita. Comincia così una rimonta straordinaria, fino a ritrovarsi a lottare per la vittoria con il compagno di squadra George Russell. Al quarantanovesimo giro, un errore rischia di compromettere tutto, ma al successivo giro Antonelli trova il sorpasso decisivo e taglia il traguardo davanti a tutti, riportando un italiano alla vittoria nel Gran Premio di casa sessant’anni dopo Ludovico Scarfiotti. Monza, dipinta di rosso Ferrari, ora è tutta per Andrea Kimi Antonelli.

La storia non si ripete: sa aspettare!
Al Gran Premio del Messico del 2026, Antonelli arriva all’appuntamento con la possibilità di conquistare il titolo mondiale. Dopo una gara combattuta, taglia il traguardo in terza posizione, salendo sul terzo gradino del podio accanto a due dei suoi idoli di sempre: Max Verstappen e Lewis Hamilton. Nel 1953 Alberto Ascari consegnava all’Italia il suo secondo titolo mondiale. Settantatré anni dopo, un ragazzo di Bologna ha raccolto quel testimone, riportando il Tricolore sul tetto del mondo della Formula 1 e dando finalmente forma a un sogno rimasto troppo a lungo in un cassetto. Quella di Antonelli è una storia di talento, ma anche di sacrifici, determinazione e fiducia, costruita attraverso anni di lavoro e grazie alla capacità di chi ha saputo riconoscerne le qualità prima ancora che arrivassero i grandi risultati. Non sorprende, allora, che le prime parole di Kimi siano rivolte alla famiglia, a Toto Wolff e a Mercedes, protagonisti, ciascuno a modo proprio, di un percorso che lo ha portato fino alla conquista del titolo mondiale. La storia non si ripete, ma qualche volta sa aspettare. E l’Italia, questa volta, aspettava Kimi Antonelli!

































