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Ferrari 499P: l’importanza di correre, al top, a Le Mans.

La Casa di Maranello interrompe un digiuno pluridecennale nella classe regina delle gare di durata. E lo fa con la 499P, vettura che correrà il Mondiale FIA WEC 2023 e che prenderà quindi parte alla mitica 24 Ore di Le Mans, celeberrima endurance francese che nel 2023 festeggerà il suo centenario e per cui stiamo lavorando per prepararvi una grande sorpresa

Non siamo soliti parlare di motorsport su questi spazi. Anche per questo ci concediamo “il lusso” di riportare questa notizia ad alcuni giorni di distanza – e con più calma – rispetto al resto della stampa mondiale. Il nostro orientamento è e rimarrà sempre più vocato al lifestyle. Ma la Ferrari che rientra a Le Mans nella top class dopo anni di digiuno non è cosa può essere ignorata: vuoi perché la 24 Ore francese è di per sé un evento molto glamour più che prettamente automobilistico e sportivo, vuoi perché è tra i nostri piani quello di presenziare alla celebre endurance transalpina nel corso dell’edizione 2023 come oramai vi abbiamo abituati nel corso degli anni con i nostri #MDLRoadTo, con l’idea di raccontarvi un’esperienza in prima persona nel modo che ci ha sempre contraddistinti, ovvero tramite un viaggio a bordo di una luxury-car che andrà a culminare in un evento di grande rilievo in termini di appeal internazionale, suggellando così un luxury-experience-test dal carattere fortemente emozionale.

QUANDO IL MOTORSPORT DIVENTA LIFESTYLE

Fatta questa piccola ma doverosa premessa, ed anticipatovi uno dei nostri più grandi progetti in cantiere per il 2023, passiamo a parlarvi dell’oggetto in questione, che, almeno in termini di attenzione mediatica, sarà per certo uno dei grandi “sorvegliati speciali” della 24 Ore di Le Mans 2023 (che segna peraltro il centenario della celeberrima endurance francese e che vede il ritorno di tantissimi big oltre a quello dell’azienda di Maranello), ovvero la Ferrari 499P, vettura che rientra nella categoria Le Mans Hypercar (LMH) – ovvero la classe regina – e che competerà nel Mondiale Endurance FIA WEC a partire appunto dal prossimo anno.

Il nome, come gli appassionati ben sapranno, rimanda appunto alla storia del Cavallino Rampante nelle gare di durata. La P indica infatti la categoria prototipi. E frequentemente era anticipata da una sigla numerica atta ad indicarne la cilindrata del propulsore. La 499P, in questo, non fa eccezione. È una vettura frutto di una visione che affonda le sue radici nel passato; un passato che parla di 22 titoli mondiali e 9 vittorie assolute alla 24 Ore di Le Mans.

STILE EVOCATIVO

Nel disegno della livrea con cui la 499P debutterà in gara a partire già dalla prossima 1000 Miglia di Sebring, è stato ripreso il celebre schema cromatico già introdotto nelle 312 P degli anni ‘70, che sottolinea anche visivamente il collegamento con una storia interrotta 50 anni fa. Per questo motivo, il numero 50 sarà uno dei due che contrassegneranno le vetture di Maranello iscritte al mondiale. L’altro sarà invece il 51, tra i più vincenti di sempre, con la speranza che sia di buon auspicio per la nuova Hypercar (della serie: “non è vero, ma ci credo”). Ancora mistero in merito agli equipaggi, anche se la fantasia di molti appassionati sta già rincorrendo diversi nomi in attesa di una comunicazione ufficiale. Il prototipo rispetta, ovviamente, i dettami tecnici previsti dal regolamento della classe di appartenenza (la Le Mans Hypercar appunto), che prevede l’utilizzo nel WEC di vetture con propulsori ibridi, dotate della trazione integrale e con un peso minimo non inferiore a 1.030 kg. Due, principalmente, i nomi alla guida di questo progetto: Antonello Coletta, Direttore Attività Sportive GT e Ferdinando Cannizzo, responsabile dell’ente di sviluppo di vetture da competizione GT e Sport.

CARATTERISTICHE TECNICHE

In termini di tecnica tutto quello che sappiamo è quanto ufficialmente dichiarato dalla Casa di Maranello e che ci limitiamo a riportare. Il powertrain ibrido della 499P combina un motore termico, dislocato in posizione centrale-posteriore, a un motore elettrico, sull’asse anteriore. L’unità ICE – Internal Combustion Engine – ha una potenza massima a terra, limitata dal regolamento, di 500 kW (680 CV) ed è derivata dalla famiglia dei V6 biturbo stradali. Il motore termico, che condivide l’architettura del propulsore montato sulla 296 GT3, rispetto a quest’ultimo è stato sottoposto ad una rivisitazione da parte dei tecnici di Maranello, finalizzata sia allo sviluppo di soluzioni ad hoc per il prototipo, che all’alleggerimento complessivo; tra le caratteristiche specifiche del sei cilindri a “V” della 499P, inoltre, il fatto che l’unità motrice sia di tipo portante e quindi svolga una funzione strutturale, rispetto alle versioni che equipaggiano le GranTurismo da competizione, dove il motore è montato sul telaio della vettura. La seconda “anima” del motopropulsore ibrido è rappresentata dall’ERS – Energy Recovery System – con una potenza massima di 200 kW (272 CV), un motore elettrico dotato di differenziale la cui batteria si ricarica nelle fasi di decelerazione e frenata, e non richiede di fonti d’alimentazione esterne. Il pacco batterie, con tensione nominale di 900 Volt, beneficia dell’esperienza maturata in Formula 1, ma è stato sviluppato specificatamente per questo progetto. Il motopropulsore è accoppiato a un cambio sequenziale a sette rapporti.

In termini di stile – e soprattutto di aerodinamica – la Ferrari 499P mette in mostra delle cavità lungo le pance atte a permettere l’attraversamento dei flussi che investono il cockpit per raffreddare i radiatori. I passaruota sono caratterizzati da ampie aperture sulla superficie, con lo scopo di ridurre la pressione all’interno dei locari. I gruppi ottici richiamano i nuovi canoni stilistici introdotti con la Ferrari Daytona SP3. Il posteriore mette in mostra ruote e sospensioni libere alla vista, nonché una doppia ala orizzontale. L’ala inferiore ospita inoltre una ‘light bar’. Sulla sommità della vettura troviamo invece una presa d’aria multipla per l’alimentazione dell’aspirazione del motore V6 e per il raffreddamento della batteria e del cambio. La monoscocca è ovviamente in fibra di carbonio. La geometria delle sospensioni, a triangoli sovrapposti è di tipo “push-rod”. L’elettronica è mutuata da quella sviluppata nelle competizioni GT.

SQUADRA CHE VINCE NON SI CAMBIA

L’impianto frenante integra un sistema brake-by-wire per il recupero dell’energia cinetica in frenata da parte dell’assale elettrico anteriore, che sfrutta appunto l’energia recuperata in frenata e immagazzinata nella batteria ad alto voltaggio per trasmettere coppia motrice anche sulle ruote anteriori sopra una determinata velocità. La Ferrari 499P sarà gestita in pista dai tecnici e dagli ingegneri di Maranello con la collaborazione di AF Corse. La partnership prosegue un percorso iniziato nel FIA GT 2006 con la F430 GT2, che portò il titolo team, piloti e costruttori già nella stagione di esordio. Dal sodalizio tra Ferrari e AF Corse sono nati gran parte dei successi GT degli anni recenti e tutti quelli ottenuti nel World Endurance Championship (WEC) a partire dalla sua fondazione nel 2012.

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