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BMW i8 [Prova]: (plug-in) Hybrid Theory

Tecnologica e futuristica come forse nessun’altra. È la BMW i8, supercar della Casa di Monaco di Baviera che abbiamo messo alla prova lungo un percorso molto particolare, ovvero le strade guidate che dall’interno di Piemonte e Lombardia portano verso la centrale idroelettrica di Porto della Torre. Scopriamo come va la sportiva ibrida dell’Elica, in listino da 150.100 euro

IL CONTESTO: LUNGO LE STRADE DELL’ENERGIA SOSTENIBILE

Un contesto affascinante, naturale e tecnologico (oltre che eco-sostenibile) quello in cui ci troviamo a mettere alla prova la BMW i8: la centrale idroelettrica di Porto della Torre (che si erge a Somma Lombardo, nella provincia di Varese), un impianto (che venne realizzato dalla ex Società Vizzola) che entrò in servizio nel 1955 (e le cui acque sfociano in parte nel fiume Ticino e in parte in due canali irrigui) e che sfrutta una turbina Kaplan ad asse verticale allo scopo di produrre energia elettrica tramite il flusso idrodinamico passante attraverso la sua diga di regolazione. E proprio come questa struttura, la supercar ibrida di Monaco di Baviera si propone di mettere a disposizione del pilota un’energia (tanta) prodotta nella più sostenibile delle soluzioni ad oggi conosciute, ovvero quella ibrida plug-in. Andiamo quindi a scoprire le doti di questa vettura lungo le strade che si diramano tra il cuore della Lombardia e quello del Piemonte.

DATI TECNICI & ELEMENTI IDENTIFICATIVI: 374 CV IBRIDI E STILE UNICO

Supercar, ma ibrida. Performante, ma ecologica. Silenziosa, ma anche sonora. Tecnologica, ma anche purista. Tutto questo è la BMW i8, sportivissima della Casa dell’Elica Biancoblu sul mercato oramai dal 2015 (anticipata da un concept che debuttò a Francoforte nel 2009) ma che – nonostante qualche anno di età sulle spalle – non vuole saperne di smettere di stupire e di affascinare (tant’è che la versione coupé è stata affiancata in listino anche dalla Roadster) grazie ad un design futuristico e a contenuti tecnici e tecnologici di prim’ordine. E che si sposano perfettamente con la più fondamentale di tutte le keywords quando si parla di vetture ad alte prestazioni: l’emozionalità. Nonostante la sua marcata vocazione all’attenzione ambientale (demarcata peraltro da un Cx pari solamente a 0,26), la BMW i8 non dimentica mai la sua mission principale: entusiasmare. E ci riesce benissimo. È una vettura che non si può non continuare a rimirare una volta parcheggiata e che non passa mai inosservata quando attraversa le vie del centro. Le sue linee sono da sportiva di razza e la sua tecnologia futuristica (per cui è divenuta subito famosa) non fa altro che accentuare il fascino di una vettura che non può non far battere il cuore. Configurazione 2+2, portiere ad apertura diedrale, telaio in fibra di carbonio, spazio risicato per bagagli e oggetti (non è questa la sua priorità), motore termico posteriore centrale e seduta bassa, bassissima, coronata da sellerie estremamente sportive: gli ingredienti di una ricetta a base di divertimento e sex-appeal ci sono tutti.

Gruppi ottici laserlight (è stata la prima a introdurre questa tecnologia per la sua “firma luminosa”: sfrutta un fascio laser e un filtro al fosforo per illuminare la strada) e elementi aerodinamici connotati da volumetrie tra loro sovrapposte in un gioco di marcati stilemi. Due evidenti nervature modellano la conformazione delle fiancate generando una sapiente combinazione di cavità e rilievi. Cerchi da 20” (gommati 195/50 davanti e 215/45 dietro) e uno spazio per il carico ridotto all’essenziale (154 dm3 di bagagliaio) completano la dotazione della BMW i8, che accoglie pilota e passeggeri in un abitacolo estremamente driver-oriented, che mette in mostra elementi a contrasto e tanta tecnologia: il display da 10.3” pollici sovrasta la plancia e consente la gestione dell’infotainment (ed è comandabile sia dalla – pregevole – rondella posta sulla destra del tunnel, che dallo schermo stesso grazie alla tecnologia touch-screen) e fa il paio con una strumentazione digitale sempre ben leggibile e molto intuitiva in termini di interfaccia utente. Quattro le modalità di guida tra cui scegliere: eDrive; Comfort; Eco Pro e Sport. In base al variare di queste ultime, il display (che consente sempre di monitorare lo stato di carica della batteria, il livello del carburante e la marcia inserita) cambia i parametri da mostrare all’utente e i cromatismi corrispondenti.

Cuore e anima della BMW i8 è un sistema ibrido composto da un 3 cilindri termico da 1.5 litri (da solo in grado di sviluppare 231 CV di potenza) posizionato al retrotreno e da un’unità elettrica collocata sull’assale anteriore (e capace di 131 CV di potenza). Il lavoro combinato di entrambe le power-unit mette sul piatto un totale combinato di 374 CV di potenza e di 570 Nm di coppia, numeri che (grazie anche ad una trasmissione a sei rapporti) – su meno di 1.500 kg di peso – vanno a tradursi in uno 0-100 km/h in 4.4 secondi di tempo e in una top speed autolimitata a 250 km/h. Che cosa vogliono dire? Vogliono dire prestazioni da sportiva vera, con una guida da paura e una colonna sonora di una ferocia unica.

BREVI IMPRESSIONI DI GUIDA: IL CARATTERE CAMBIA CON LE MODALITÀ

Prendiamo a questo punto posto a bordo del (bellissimo) abitacolo della BMW i8 mediante un accesso in realtà un pochettino difficoltoso: la sagomatura del montante A e un brancardo molto alto rispetto alla soglia del pavimento e al fondo del sedile non rendono propriamente agevole salita e discesa al di sotto della portiera ad apertura diedrale. Un deciso preludio dell’impostazione di guida marcatamente sportiva di questa vettura. La seduta è bassa, bassissima e la triangolazione di guida è pressoché perfetta. Le gambe stanno molto distese lungo il pavimento e il volante ‘calza’ a pennello tra le mani grazie ad un diametro praticamente impeccabile (si potrebbe chiedere qualcosina di più solo dallo spessore della corona). La strumentazione viene coadiuvata da un pratico (quanto altrettanto ben definito) Head-Up-Display. Il tutto a coronare un abitacolo ampio e con spazi ben distribuiti (si potrebbe chiedere qualcosa di più solo in termini di vani per la riposizione degli oggetti) ma al contempo piacevolmente ‘racchiuso’, trasmettendo così, in un sol colpo, agli occupanti tanto la sportività intrinseca di questa vettura, quanto la sua fruibilità, grazie anche a tanta luce che filtra all’interno del cockpit. Non immediatamente intuitiva l’accensione (per mettere in moto l’unità termica va infatti premuto, oltre al pulsante start, il tasto posto a lato della leva per la selezione delle modalità di guida, che va quindi poi spostata verso sinistra per ricercare l’impostazione Sport), che ripaga però con una rumorosità decisamente molto cupa al via. Il timbro vocale del motore tedesco è ‘minaccioso’ fin dal minimo e ricorda più quello di unità di cubature molto più grandi e frazionate che non quello di un propulsore di piccole dimensioni. Una magia dovuta ad una calibratura del suono davvero certosina e che – soprattutto su una vettura di questo genere – contribuisce sempre a coinvolgere il pilota all’interno dell’esperienza di guida.

Un’esperienza di guida che stupisce sotto molti aspetti e che regala sensazioni ed emozioni davvero non comuni, anche per chi è abituato a guidare una supercar. A seconda del driving mode impostato, la i8 cambia completamente la radice della sua anima, mettendo così il driver al centro di un universo sensoriale fatto di guida elettrica, ibrida ecologica e ibrida ad alte prestazioni. Partiamo dalla più pepata modalità Sport: il sound del tre cilindri bavarese si va a ‘miscelare’ con il sibilo dell’unità elettrica, generando così un timbro vocale davvero inequivocabile all’interno del panorama delle supercar e conferendo al pilota una sensazione di potenza costante e sempre disponibile in una corsa verso un allungo brutale. Il motore è pieno, pienissimo, fin dai bassi. Presenta un’erogazione corposa e progressiva ed esplode in un crescendo emozionale una volta passati i 3.000/4.000 giri/min, manifestando così a gran voce di che pasta è fatta questa ibrida così unica nel panorama delle supercar. Il tutto unito ad un telaio molto preciso e ad un assetto rigido (ma comunque abbastanza in grado di assorbire le imperfezioni del manto stradale), oltre che ad un cambio impeccabile in termini di precisione e rapidità d’intervento (sia in funzione automatica che richiamato in servizio in manuale tramite paddles). In cosa va a tradursi tutto ciò? Va a tradursi in una dinamica di guida da sportiva di razza: tra le curve la i8 si sente a casa. È qui che esprime appieno tutto il suo potenziale e che manifesta la bontà del lavoro di progettazione e sviluppo operato dagli uomini BMW. La sportiva dell’Elica Biancoblu è una vera lama nel guidato: segue con rigore e precisione le traiettorie idealmente impostate dalla mente del pilota senza praticamente sbavare mai di un millimetro (si avverte solo in alcuni frangenti, quando l’unità elettrica interviene in maniera più decisa, un filino di precessione giroscopica sulle ruote anteriori, ma senza portare la vettura a stringere o ad allargare). Un vero e proprio prodigio ingegneristico, se si considera il lavoro operato dai due propulsori (che, ricordiamo, trasmettono trazione ad entrambi gli assali) come una vera e propria trazione integrale: al contrario di quanto avviene sulla maggior parte di queste, la vettura non manifesta sostanzialmente alcuna tendenza a sottosterzare (o a sovrasterzare) in maniera eccessiva, mantenendo quindi fede alla linea impostata dai comandi del driver. E percorrendo inoltre le curve ad una velocità davvero supersonica: assetto ben calibrato, telaio preciso e baricentro bassissimo contribuiscono nel restituire una dinamica di guida da sorriso a 32 denti. L’unico neo in un comportamento dinamico pressoché privo di difetti è rappresentato dalla frenata, che risulta molto modulabile ma che pecca in termini di potenza, facendo quindi avvertire un pochino il peso della vettura in fase di drastica riduzione della velocità. Ben bilanciata e dotata di un abitacolo complessivamente molto ben vivibile (oltre che estremamente curato), la BMW i8 conferma tutta la sua già apprezzata dinamica di guida anche nelle modalità eDrive, Comfort ed ECO PRO, nelle quali a variare è soprattutto la risposta delle unità propulsive (principalmente allo scopo di contenere – o azzerare – consumi di carburante ed emissioni). Se si va ad impostare la prima di queste (ovvero la eDrive), la i8 avanza spinta dalla sola unità elettrica – che consente di raggiungere fino a 120 km/h di velocità massima e di percorrere sino a 37 km ad emissioni zero – mentre continuiamo a percorrere la SS336 e mentre dalla centrale idroelettrica di Porto della Torre proseguiamo la nostra ‘danza’ tra i toboga che, attraverso la SP29 e la SP148, ci conducono dalle sponde del Ticino a Pombia, passando per Varallo Pombia, mentre attraversiamo il verde (piacevolmente ben poco trafficato) delle strade secondarie piemontesi e che conducono dai centri abitati di quest’area verso i laghi lungo saliscendi, tornanti, contropendenze e tratti curvilinei d’ogni genere, sia allo scopo di verificare le doti dinamiche di questa vettura, quanto a quello di evitare i più noiosi e trafficati rettifili.

E anche nella più ecologica delle modalità di guida disponibili, la BMW i8 continua a stupire: la spinta è consistente anche con la sola alimentazione elettrica e il peso della vettura sembra non volersi far sentire (nonostante, in questa configurazione, sia la sola unità atta a muovere le ruote anteriori a ‘spingere’ la supercar ibrida bavarese), soprattutto lungo i tratti guidati del misto stretto, dove la trazione garantita dalla costante coppia motrice consente il mantenimento di velocità di percorrenza di tutto rispetto, restituendo al contempo al pilota un elevato senso di trazione lungo tutto l’arco di curva. Il tutto accompagnati da un sibilo che restituisce una sensazione di incessante (e sempre disponibile) potenza mentre si viaggia avvolti da un silenzio quasi surreale per una vettura di questo tipo. Non variano naturalmente le caratteristiche dinamiche sinora descritte. A variare è principalmente l’efficienza del sistema: la power-unit termica viene esclusa con conseguente risparmio di carburante, mentre la frenata diviene ora rigenerativa, permettendo così il recupero dell’energia cinetica allo scopo di ricaricare (lievemente) le batterie. Più vocate alla prestazione, ma sempre con un occhio di riguardo alla sostenibilità, le modalità Comfort ed ECO PRO, che sfruttano la trazione del motore elettrico sino ad una velocità di 50 km/h e quella combinata dei due motori una volta oltrepassata tale soglia, consentendo così alla vettura di disporre di un’autonomia di tutto rispetto e il mantenimento di velocità elevate senza eccessive remore (dovute appunto al range chilometrico), permettendo inoltre alle batterie di rigenerarsi un pochettino sia in rilascio quanto in frenata. E il tutto accompagnato da un’erogazione dolce e progressiva, che consente peraltro un’ottima fruizione quotidiana. Telaio, sterzo e sospensioni continuano quindi a demarcare tutta la già elencata bontà progettuale, mentre – all’orizzonte – il Sole inizia a questo punto a calare per cedere spazio ad una oscurità che viene rigorosamente ben illuminata dal potente fascio luminoso dei fari Laserlight (opzionali). Ora di fare rientro verso la Redazione dunque, forti di tutte le emozioni che questa BMW ci ha saputo nel corso di questa prova regalare. Un veloce passaggio lungo la tangenziale, mentre la Cupola di San Gaudenzio (disegnata dall’Antonelli) inizia – grazie all’illuminazione notturna – a palesare il proprio profilo dinnanzi al nostro sguardo mentre la i8 ‘sfugge’ nel silenzio della notte.

CONCLUSIONI: DEDICATA A CHI NON VUOLE PASSARE INOSSERVATO

Sportiva senza compromessi ma dal carattere tecnologico (ed ecologico), la BMW i8 è una vettura che si rivolge ad una clientela che ama distinguersi, che cerca le prestazioni, che ama apparire e che ha anche a cuore l’ambiente (solo 42 i g/km di CO2 dichiarati). Il tutto senza mai dimenticare anche l’attenzione per la modernità, per il design contemporaneo (se non futuristico) e ricercato e senza rinunciare in alcun modo al piacere di guida. Che non cerca la fruibilità quotidiana e che non se ne fa nulla dello spazio da riservare ai bagagli. Ma che anzi, ha ben chiaro un fatto: deve essere solo ed unicamente il driver il protagonista assoluto dell’esperienza di guida. E non c’è spazio per altro, per equivoci o disambiguazioni. Certo, il posto per un passeggero (che viaggia accolto da uno spazio molto buono, ma comunque più ‘risicato’ rispetto al guidatore, a cui è riservato maggior spazio all’interno dell’abitacolo e verso cui è orientata praticamente tutta la plancia) c’è, come anche per due occupanti d’emergenza (a patto che questi non passino i valori d’altezza media e che abbiano buone doti contorsionistiche), ma non è a questi che la BMW i8 rivolge la propria attenzione. Nossignore. La supercar ibrida di Monaco di Baviera non è e non vuole essere un’auto per chiunque. È al contrario una vettura per clienti molto selettivi, che sanno cosa vogliono e che amano sopra ogni cosa guidare ed essere al centro del ‘sistema solare’ dell’esperienza di guida. Che amano essere al centro dell’attenzione ma con la classe distinta di chi non si vuole ostentare. Il tutto, al contempo, forti della consapevolezza delle peculiarità della vettura che si ritrovano in mano e che si mettono in garage a partire da un prezzo di 150.100 euro.

UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE A: MICHELE GODIO; MARCO OTTAVIO GRAZIANO

SPECIAL THANKS TO: MICHELE GODIO; MARCO OTTAVIO GRAZIANO

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