Ducati Superleggera V4 Centenario: simply the best.
Celebra il primo secolo di vita della Casa di Borgo Panigale e verrà proposta in due versioni (V4 Centenario e ‘Tricolore’), entrambe destinate a pochissimi fortunati. La Ducati Superleggera V4 Centenario è più che una moto: rappresenta – ancora una volta – la capacità di osare tipica della Casa di Borgo Panigale. Ecco perché
Di più che una semplice moto. Molto, molto di più. Si tratta di un prodotto assurdo, pazzesco, folle. Di quelli meravigliosamente insensati che, proprio per questo, ti fanno venire voglia di gridare a gran voce: “shut up and take my money!” (cit.). Un po’ come successe ormai 20 anni fa con la presentazione della Desmosedici RR. Di quelli che solo dalle parti di Borgo Panigale possono pensare di poter fare per davvero. E infatti è proprio quel che è successo. Lei è la Ducati Superleggera V4 Centenario, una moto di cui noi appassionati oramai abbiamo sentito tutti parlare. E per ovvie ragioni aggiungeremmo: oltre a essere bellissima, incredibilmente performante e meravigliosamente ‘fuori di testa’, si porta in dote tutta una serie di tecnologie uniche e brevettate, nonché impensabili – fino all’istante del suo unveiling – da trasportare su strada omologandole per la circolazione. Eppure, come nel caso della già citata Desmosedici RR, in Ducati – in stile Britney Spears – possono esclamare: ‘Oops!… I Did It Again’! Sì, perché si tratta del prodotto più estremo mai realizzato dalla Casa italiana dai tempi della Desmosedici RR appunto. E ovviamente, come facile intuire, parliamo di una serie limitata destinata a pochi, pochissimi fortunati. Solo 500 esemplari (che trovano la loro base nella settima generazione di Superbike Ducati), a cui si aggiungono 100 unità della ancor più speciale Superleggera V4 Centenario Tricolore. La prima (che ovviamente pone la base tecnica anche per la seconda) ‘mette sul piatto’ nientemeno che una ciclistica interamente in fibra di carbonio, porta al debutto il primo impianto frenante in carbonio ceramico e la prima forcella con foderi in fibra di carbonio (prima volta in assoluto su una moto omologata per la circolazione stradale). Ed è inoltre la prima in grado di raggiungere 228 CV di potenza massima, che divengono 247 con scarico racing. Il peso, senza carburante, è di soli 173 kg, che scendono a 167 montando il racing kit fornito a corredo. E se quanto non vi abbiamo detto fin qui non vi basta, la seconda presenta una livrea pensata per celebrare l’eredità della 750 F1 Endurance Racing, l’ultimo modello da corsa “classico” a due valvole e una delle Ducati più iconiche e rare degli anni ’80. I colori Tricolore – che un tempo dominavano le piste – vengono rivisitati in chiave moderna.

Telaio e ciclistica interamente in fibra di carbonio
Ma andiamo a scoprire nel dettaglio tutta l’incredibile, quanto assurda dotazione tecnica di questa moto su cui ci sarebbe davvero da scrivere una tesi di laurea. Come dicevamo, la Ducati Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale al mondo dotata di dischi freno in carbonio ceramico omologati per l’uso su strada. I nuovi dischi Brembo sono realizzati attorno a un nucleo in materiale C/SiC, un composto ceramico rinforzato con fibre di carbonio. E rispetto a un disco in acciaio, questo impianto dichiara un peso inferiore a 450 grammi per disco e un momento d’inerzia più basso del 40%. L’impianto include anche le nuove pinze monoblocco amplificate Brembo ricavate dal pieno, con alette di raffreddamento integrate e pistoni differenziati da 30 e 34 mm. Le pinze utilizzano un sistema antidrag che libera completamente il disco quando il pilota rilascia la leva. Le pastiglie inoltre sono state sviluppate appositamente. Sul fronte sospensioni, dicevamo, la Superleggera V4 Centenario è la prima moto stradale equipaggiata con forcella Öhlins NPX 25/30 Carbon pressurizzata con foderi in fibra di carbonio realizzati utilizzando strati unidirezionali. Il risparmio di peso rispetto alla Panigale V4 R è dell’8%. La forcella, di tipo meccanico, mantiene la cartuccia pressurizzata per ridurre il fenomeno della cavitazione. Al posteriore troviamo un ammortizzatore Öhlins TTX36 GP LW dotato di molla in acciaio speciale ed equipaggiato con valvole di derivazione MotoGP. I leveraggi della sospensione, non regolabili, sono in titanio. E a suggellare la squisita dotazione tecnica di questa moto troviamo l’intera ciclistica in fibra di carbonio: telaio, forcellone, telaietti e ruote sono sviluppati con le stesse tecnologie usate in MotoGP e in Formula 1. Il Front Frame in carbonio pesa il 17% in meno rispetto a quello in alluminio della Panigale V4, mentre il forcellone è stato realizzato con un processo di derivazione aerospaziale e rispetto alla componente in alluminio è più leggero del 21%. I cerchi, a cinque razze, sono più leggeri di quasi 300 grammi rispetto a quelli della Panigale V4 S Carbon; il telaietto anteriore pesa 200 grammi in meno e il monoscocca posteriore riduce il peso di 1,4 kg. Il risultato è un peso di soli 173 kg in configurazione stradale, che scende a 167 kg montando il racing kit fornito a corredo. E se tutto questo non vi basta eccovi un’altra ciliegina sulla torta: sappiate che per garantire la massima qualità strutturale, ogni esemplare di ciascuna singola componente in fibra di carbonio è stata verificata attraverso tre diversi metodi non distruttivi: Termografia Attiva Transiente, Phased Array ultrasonico, Tomografia Assiale Computerizzata. Lo stesso processo che viene utilizzato nell’industria aerospaziale, e che Ducati utilizza su tutte le Superleggera fin dalla 1299.
Cuore da 247 CV progettato ad hoc
Ma – come logico – non si può parlare di una Ducati che si rispetti senza scendere nel dettaglio su quello che è il suo vero cuore: il motore. E che motore. Il cuore pulsante della Ducati Superleggera V4 Centenario è nientemeno che il poderoso Desmosedici Stradale R 1100 appositamente sviluppato. La cilindrata sale da 998 a 1.103 cc grazie all’allungamento della corsa, portata da 48,41 mm a 53,5 mm. Questa modifica ha permesso di ottenere più coppia (e promette quindi di restituire più spinta ai regimi intermedi). In configurazione Euro5+ il motore eroga 228 CV a 14.500 giri, che diventano 247 a 14.750 utilizzando lo scarico Akrapovič racing e l’olio Ducati Corse Performance. Una soglia mai raggiunta prima da una moto di produzione. Il motore è inoltre più leggero di 3,6 kg rispetto all’unità da 1.103 cc della Panigale V4 con frizione a secco. Un risultato possibile grazie all’impiego di titanio, di viti alleggerite e di componenti interni ridisegnate per diminuire le masse rotanti. I pistoni a due fasce (un segmento e un raschiaolio) utilizzano la tecnologia “box‑in‑box”, e sfruttano uno spinotto maggiorato per gestire l’aumento di potenza. Le teste mantengono la medesima impostazione del motore Desmosedici Stradale R da 998 cc, con valvole d’aspirazione in titanio da 34 mm e valvole di scarico in acciaio da 27,5 mm. Tutte e 16 le valvole utilizzano semiconi in titanio, una soluzione tipica dei motori da competizione. Dulcis in fundo: la fasatura del sistema Desmodromico è regolata a mano e certificata da una targhetta firmata dal tecnico che esegue il controllo. L’albero motore è stato inoltre alleggerito sostituendo le masse di bilanciamento con inserti in tungsteno (che è più denso dell’acciaio) per ottenere lo stesso effetto usando però inserti più piccoli e compatti allo scopo di promettere una salita di giri più rapida e una risposta più immediata al comando del gas, riducendo al contempo lo stress sulle bronzine e sugli organi meccanici. I corpi farfallati sono ovali e da 56 mm (il ‘normale’ Desmosedici Stradale usa quelli da 52 mm) mentre le trombette sono fisse per ridurre il peso e sono state ottimizzate con lunghezze differenziate (20 mm a sinistra, 10 mm a destra) allo scopo di migliorare il flusso. Gli iniettori superiori hanno un’atomizzazione migliorata grazie alla punta che porta lo spray più vicino al condotto ed il sistema di scarico utilizza collettori in titanio con diametro maggiorato a 41,7 mm e un silenziatore Akrapovič omologato. I condotti di aspirazione e scarico sono lucidati, come avviene sui motori da competizione più pregiati. La trasmissione è composta dal Ducati Racing Gearbox, con la folle posizionata sotto la prima marcia invece che tra la prima e la seconda. La catena è una DID ERV7, la stessa utilizzata dai team Factory Superbike, che sulla Superleggera V4 Centenario lavora su una corona in Ergal: una soluzione che permette una riduzione di 0,69 kg rispetto ai componenti della Panigale V4 S.
La forma segue la funzione
E come ci ha precisato lo stesso Andrea Ferraresi nell’intervista recentemente rilasciataci (e che potete leggere QUI), l’aerodinamica va ad inficiare sempre di più le forme delle moto. E non può non farlo quindi su una due ruote di questo tipo. Motivo per il quale la Ducati Superleggera V4 Centenario mette in mostra delle forme profondamente influenzate dalla funzione. Le ali ad elevata efficienza e i Corner Sidepods derivano direttamente dalla Panigale V4 R Superbike e sono, questi ultimi, una soluzione atta a generare ‘effetto suolo’ a centro curva. La carenatura è realizzata interamente in fibra di carbonio, che viene lasciata a vista in alcuni punti. Sempre in questo materiale nobile troviamo: parafanghi, cover serbatoio, rad-duct, copripignone, paratacchi, parapolvere dello sterzo, base della sella, condotto di aspirazione, portatarga e cover bancata posteriore. Sono invece in alluminio ricavato dal pieno il tappo del radiatore, le piastre portapedane, il tappo serbatoio fornito a corredo e naturalmente le piastre di sterzo inferiore e superiore. Quest’ultima è ulteriormente valorizzata dall’incisione laser del numero dell’esemplare (XXX/500). Lo stesso numero è riportato nell’animazione dedicata del cruscotto e sull’inserto in titanio della chiave d’accensione. E, allo scopo di restituire il miglior rendimento possibile, la moto sfrutta una presa d’aria dinamica frontale analoga a quella della Panigale V4 R, sviluppata in collaborazione con Ducati Corse e pensata per aumenta la portata d’aria in ingresso. Rispetto alla presa d’aria della Panigale V4, il bordo inferiore è stato esteso verso l’esterno di 70 mm, incrementando la pressione d’aria al filtro dello 0,6% a 300 km/h. Tale incremento ha determinato un aumento della densità dell’aria, con un guadagno di potenza di 1,3 CV alla stessa velocità. Inoltre il bordo della presa d’aria è stato realizzato in un materiale speciale, capace di deformarsi in caso di contatto con il parafango anteriore durante le staccate più intense che generano trasferimenti di carico più marcati sull’avantreno.

L’elettronica di una moto stradale non è mai stata così vicina a una MotoGP
E come logico aspettarsi, una moto così estrema e corsaiola non può non avere dalla sua anche un’elettronica di assoluto riferimento. Così in Ducati hanno pensato di portare sulla Superleggera V4 Centenario quanto di più vicino alla MotoGP possa esserci sul mercato. La suite di controlli deriva da quella della Panigale V4 R, che è stata però ricalibrata e arricchita da nuove strategie DVO di ultima generazione con l’idea di restituire maggior controllo e consentire anche ai non professionisti di sperimentare una guida molto prossima a quella di un prototipo da Gran Premio. Nello specifico Ducati Traction Control (DTC) DVO, Wheelie Control (DWC) DVO, Slide Control (DSC) e Ducati Power Launch (DPL) DVO introducono inediti algoritmi di funzionamento. Inoltre l’ABS Cornering ora vanta anche (oltre alle strategie Race Brake Control e al Road eCBS) l’inedito Engine Brake Control DVO, che introduce la funzione Dynamic Engine Brake (DEB), che setta automaticamente il livello d’intervento del freno motore usando anche il freno posteriore, regolandoli per sfruttare al massimo il grip disponibile sulla base del carico sul retrotreno. Inoltre il DEB migliora le prestazioni in frenata durante la fase di inserimento in curva, attivando il freno posteriore anche quando il comando anteriore viene rilasciato così come fanno i piloti professionisti allo scopo di restituire traiettorie più strette e quindi una guida più vicina a quella di un rider professionista. E se pensate che l’adozione di un’elettronica così raffinata abbia comportato un incremento di peso, sappiate che vi state sbagliando. Sì, perché su questo progetto l’attenzione per il dettaglio è stata così maniacale che anche quest’area della moto è stata oggetto di una riduzione delle masse da parte dei progettisti, infatti il cablaggio elettrico è stato realizzato con una nuova tecnologia che ha consentito di ridurre le dimensioni di alcune sezioni, ottenendo così un layout più pulito e razionale, riducendo quindi di conseguenza il peso di 135 grammi rispetto agli altri modelli di Panigale V4. Anche il faro è stato alleggerito, eliminando i dissipatori esterni e risparmiando così altri 185 grammi. E a chiudere il cerchio della dotazione tecnologica è l’Infomode RaceGP, non omologato per l’uso su strada e progettato specificamente per le sessioni di guida in pista. Si tratta di una visualizzazione della strumentazione che si rende disponibile installando il software DAVC Race Pro incluso nel kit racing (che consente di sfruttare appieno il potenziale della moto con lo scarico da gara e pneumatici slick o rain) e che presenta un layout da gara (quindi le informazioni omologate per la circolazione su strada vengono qui eliminate) nel quale ad essere visualizzate rimangono solamente le informazioni necessarie per l’impiego tra i cordoli e che vengono messe in risalto da uno sfondo bianco. Qui il pilota può attivare due scelte rapide per gestire velocemente più controlli: il Lap Timer mostra i miglioramenti (o i peggioramenti) rispetto agli intermedi secondo una logica delta-time, mentre un secondo menu Quick Setup consente al rider di accedere direttamente e modificare le impostazioni durante la guida, non limitatamente ai controlli principali ma anche per Riding Mode, Power Mode e livelli del RaceABS. Inoltre, sulla parte superiore dello schermo, l’Infomode RaceGP può mostrare il contagiri a barre, il Grip Level Meter, il TPMS e la temperatura dell’acqua. Il pilota ha comunque la facoltà di disattivare tutte le visualizzazioni, mantenendo solo quelle relative alla marcia inserita, al cronometro e ai livelli di controllo, ricreando così un display molto simile a quello utilizzato in gara da Ducati Corse.
Unica anche nell’esperienza d’acquisto
Naturalmente una moto così esclusiva viene accompagnata anche da un’esperienza d’acquisto degna di nota. Infatti la Superleggera V4 Centenario viene consegnata in un’esclusiva cassa in legno personalizzata. Ogni moto è accompagnata dal certificato di autenticità, custodito in una speciale scatola, dal telo coprimoto dedicato, dal tappetino e dai cavalletti paddock anteriore e posteriore, pensati per valorizzarne al meglio la presenza. La dotazione speciale comprende, come già detto, anche il kit Racing per l’impiego in pista: ogni esemplare è infatti equipaggiato con scarico racing Akrapovič a passaggio alto con software DAVC Race Pro e carenatura inferiore dedicata, coperchio frizione aperto e protezioni per forcellone e coperchio alternatore, tutte realizzate in fibra di carbonio. All’interno della cassa trovano posto anche il kit per l’eliminazione di fari, cavalletto laterale, portatarga e indicatori di direzione per completare la configurazione pista, Nonché il tappo serbatoio racing in alluminio ricavato dal pieno, la protezione leva freno, il manutentore di carica e la sella racing in neoprene. Come la nomenclatura ‘Centenario’ indica, questa moto contribuisce nell’omaggiare il primo secolo di vita della Casa di Borgo Panigale e strizza l’occhio quindi ai più grandi collezionisti del Brand italiano. Particolarmente d’impatto anche la colorazione: la sua livrea GP26 Rosso Centenario è infatti basata sulla combinazione delle iconiche strisce bianche Ducati e del nuovo Rosso Centenario opaco. Un rosso scuro, come quello delle origini: dal rosso della Ducati 60 del 1949 (prima moto completa che segnò l’ingresso di Ducati tra i costruttori motociclistici) a quello della Gran Sport “Marianna” del 1955 (la prima Ducati concepita per correre e firmata dal mitico Ingegnere Fabio Taglioni). Curiosità: è stata proprio questa livrea GP26 della Superleggera V4 Centenario ad ispirare quella delle Desmosedici ufficiali del Team Lenovo impegnate nel Campionato MotoGP 2026. Inoltre agli acquirenti della Superleggera V4 Centenario offre la possibilità di realizzare un sogno ancora più incredibile: 26 dei suoi fortunati possessori potranno infatti accedere alla MotoGP Experience, ovvero una giornata in pista (schedulata nelle giornate del 6 e del 7 luglio, immediatamente dopo la World Ducati Week 2026) al fianco degli istruttori Ducati e che consentirà loro di andare alla scoperta delle massime prestazioni della moto. Il tutto coronato da finale di giornata decisamente memorabile: ovvero nientemeno che un’esperienza in sella alla DesmosediciGP26. Insomma: per un vero Ducatista super-appassionato, difficile chiedere di più. In quanto a noi: bhé, non possiamo che invidiare sia quei complessivamente 600 possessori di questa straordinaria moto (tra V4 Centenario e versione Tricolore), che quei 26 ‘eletti’ che avranno accesso ad una simile esperienza e che potranno portarsi a casa non solo una delle moto più meravigliosamente folli mai create, ma anche un ricordo che rimarrà indelebile a vita e da trasmettere a figli e nipoti. Well done Ducati!
































































